Two people in love spending time together

Attrazione, corteggiamento, relazione – Ma cosa fa scattare l’amore?

10. novembre 2016

Faust: Posso, quella bella signorina, darvi il braccio, e accompagnarvi?
Margherita: Io non sono né bella, né signorina, e so andare a casa da me.

 

Questo dialogo, tratto da una scena del Faust di Goethe, è un classico esempio di ciò che oggi verrebbe chiamato “due di picche”. Faust incontra la bella sconosciuta per strada e tenta un inizio di corteggiamento, che viene tuttavia subito negato dalla poco gentile donzella. Ciò che in lei non è scattato è l’attrazione.

L’attrazione è una delle cose più importanti per far nascere l’innamoramento. Anche oggi una donna risponderebbe come la Margherita di Goethe, qualora non vi fossero dei precisi requisiti, che ora vedremo.

Ma prima, alcune piccole fondamentali premesse:

1. il fine ultimo dell’amore e del sesso non è il piacere, ma la riproduzione;

2. da un punto di vista evolutivo e genetico, è necessario che la prole sia più sana possibile per poter sopravvivere;

3. nonostante un uomo possa teoricamente generare nella sua vita circa 2000 bambini, è molto più sensato dare alla luce un solo bambino, che abbia però caratteristiche tali da poter sopravvivere. È inoltre importante che l’individuo di sesso maschile sia adatto a contribuire attivamente, almeno per un certo periodo, alla crescita dei figli, in quanto i bambini non sono autonomi dalla nascita, come accade invece per molte specie animali;

4. dato che le donne investono più degli uomini in una gravidanza, quanto a tempo ed energie (a confronto le donne possono avere circa 20 bambini in una vita), sono loro a selezionare il partner. Loro scelgono con chi fare sesso e non il contrario, come spesso gli uomini vogliono credere.

Cosa significa questo in termini di attrazione?

Da quando la ricerca genetica ha assunto un ruolo importante nella medicina, sappiamo che i genomi dei genitori dovrebbero essere più complementari possibile. Se sono troppo simili, il patrimonio genetico della prole risulta limitato, quindi le sue possibilità di sopravvivenza sono inferiori. Come fa dunque la natura a far sì che venga scelto il partner più adatto?

Ancora prima che scegliamo una persona come potenziale partner, alcune sostanze invisibili che quella persona emana giocano un importante ruolo comunicativo. L’esistenza del gruppo dei feromoni (il termine, liberamente tradotto dal greco, significa in qualche modo “portatore di eccitazione”) fu per la prima volta dimostrata dal biochimico tedesco Peter Karlson e dallo svizzero Martin Luscher nel 1959.
Queste sostanze volatili adempiono alle funzioni di una comunicazione interpersonale (rilassante, allarmante, stimolante, ecc.). Se alcune di queste molecole vengono notate da un individuo del sesso opposto, esse attivano l’ipotalamo e il nucleo preottico nel cervello, per cui il battito cardiaco accelera, la produzione di sudore aumenta ed emerge un senso di eccitazione sessuale1

Un’altra interessante ricerca nell’ambito dell’attrazione è il cosiddetto “studio della maglietta sudata”, pubblicato nel 1995 dal ricercatore svizzero Claus Wedekind2
Un campione di uomini indossò la stessa T-Shirt per diversi giorni. In seguito un gruppo di donne scelse, in base all’odore, la maglietta che dava loro un particolare effetto di stimolazione sessuale. La successiva analisi genetica degli individui coinvolti nello studio, dimostrò che gli uomini avevano una maggior compatibilità genetica con le donne che li avevano scelti per l’odore, in quanto il complesso maggiore di istocompatibilità (abbr. MHC) si differenziava maggiormente. L’MHC comprende un gruppo di geni che giocano un ruolo nel riconoscimento antigenico e nella compatibilità tissutale.
Pare che il sudore contenga sostanze che trasportano informazioni, le quali consentono di notare l’MHC più differente dal proprio in un potenziale partner, quindi di decodificarlo e reagire.

Dal canto loro, le donne nel periodo fertile dell’ovulazione, risultano particolarmente attraenti per gli uomini (come hanno dimostrato studi nei bordelli, le spogliarelliste durante l’ovulazione ricevono più mance). Un ulteriore ruolo importante lo gioca il feromone chiamato copulina. Si tratta di cinque acidi grassi volatili prodotti dalle donne nella fase fertile del ciclo mestruale, che vengono rilasciati tramite le secrezioni della vagina.
La donna appare agli uomini durante il periodo dell’ovulazione più attraente e desiderabile, il livello di testosterone negli uomini aumenta ed essi assumono un atteggiamento “da accoppiamento”3.

Ma anche le donne a loro volta preferiscono durante l’ovulazione uomini che sembrano avere un più elevato livello di testosterone. Anche le donne già impegnate risultano in questa fase più disponibili ad una scappatella. Alcuni direbbero che una volta al mese preferiscono uno “tutto muscoli e niente cervello”. Dopo l’ovulazione “ritornano all’ordine” e il partner affidabile, padre dei figli, riacquisisce la sua importanza.

L’assunzione di contraccettivi ha, a questo riguardo, un’influenza particolare sul comportamento della donna. Poiché al corpo viene fatto credere che sia in atto una gravidanza e dato che i giorni fertili del ciclo non arrivano, le donne tendono a preferire in questa fase un uomo premuroso e pacifico. Accade quindi che le donne che prendono la pillola vivano una vita di coppia meno intensa ma più duratura. Quelle che invece non la prendono, tendono ad avere una vita sentimentale più intensa e interessante, ma nello stesso tempo più problematica e di breve durata.

Ma ora passiamo al colpo di fulmine!

Quanto appena descritto avviene ad un livello inconsapevole. Se gli esiti di queste prime fasi sono andati a buon fine, lei percepisce che con lui c’è alchimia. Più lei si sente attratta da lui, maggiore è il livello di compatibilità genetica. Anche se la donna fa la indifferente, il suo sguardo la tradisce, perché quando si sente attratta le sue pupille si dilatano. L’uomo nota dunque l’interesse tramite lo sguardo. Quando nota una tale reazione nella donna, ha buone carte da giocare. E il flirt può cominciare.

Le donne nell’Antica Roma conoscevano il trucco e utilizzavano gocce di Belladonna negli occhi per ottenere la dilatazione della pupilla.

Ora è forse più chiaro come mai Faust venga respinto da Margherita e perché ancora oggi gli uomini che hanno migliori possibilità cerchino per prima cosa lo sguardo della donna e come solo in un secondo momento, con tatto, buon senso e un po’ di umorismo, tentino la conquista.

Testo: Claudia Kowatsch, Gaia Vitali


1 Griffith, L.C.Neuroscience: love hangover, Nature 451, 24-25 (2008)

2 Wedekind, C., Furi, S.: Body odour preferences in men and women: do thei aim for specific MHC combinations or simply heterozygosity? Proc.Biol.Sci 264, 1471-1479 (1997).

3 Steinbach, X. et al.: Human pheromones: Do ‚copulins’ have an effect on men’s testosterone levels and social behavior?, Paper for ISHE Conference, Vienna, 2013.