Obsessive love, amorex, possessive love.

Stalking – Il pericolo che si nasconde nell’ombra

7. febbraio 2017

Cosa si nasconde dietro un comportamento come lo Stalking, messo in atto da persone che vengono lasciate? In questo nuovo articolo cerchiamo di dare una risposta a questa domanda, prendendo spunto da una pubblicazione intitolata Neurobiologia dello Stalking, nata in ambito giudiziario. 1

Si può parlare di Stalking quando una persona viene seguita da un’altra contro la sua volontà, sentendosi minacciata e indotta a cambiare le proprie abitudini di vita. Spesso accade a persone famose, ma forse ancora più spesso questo atteggiamento viene assunto da un ex amante o da un corteggiatore non ricambiato. Se tra la vittima e lo Stalker c’è o c’è stata una relazione intima, è molto probabile che il soggetto-Stalker diventi anche violento. Le statistiche indicano che tra gli ex amanti diventati Stalker, il 55-90% di loro arriva ad assumere comportamenti violenti. Di alcuni tra i casi peggiori se ne sente parlare tramite i media. In Italia (così come in tutta Europa) circa il 50% degli omicidi avviene tra persone che un tempo si dicevano “ti amo”. Si tratta di quello che talvolta viene definito “omicidio passionale”. 2

Pare che nello Stalker la presenza di intimità con la vittima aumenti in lui la convinzione che la vittima stessa sia “di sua proprietà”. Quando un amore finisce, molte persone provano un’alternanza di tristezza, delusione e rabbia. Ma l’indole dello Stalker non funziona allo stesso modo. Il suo ego viene offeso. Il soggetto si sente trascurato e prova un’umiliazione che una personalità debole come la sua non può tollerare. Reagisce quindi con la rabbia. Dentro di sé ribolle di rabbia, ma esternamente si pone in modo calmo, amichevole ed innocente. Lo Stalker augura alla vittima di ottenere la libertà che desidera, così da poter controllare anche quella stessa libertà. Tanto idealizza e adora la sua vittima, quanto la disprezza e la insulta.
Molto spesso si tratta di uomini, più che di donne. “Desidero solo il meglio per lei”, “Lei fa stalking a me”, “Voglio solamente avere un appuntamento“, “Volevo solo proteggerla”, sono tutte frasi con le quali il soggetto Stalker riesce a ribaltare la situazione.

Ma quali sono i sistemi neuronali coinvolti nel comportamento dello stalking?
La causa iniziale è dovuta all’impulso sessuale e quindi al testosterone (nell’uomo come nella donna). Il soggetto Stalker sembra inoltre ottenere sensazioni positive ed appaganti dalla sua attività di stalking. Di conseguenza non si sente motivato a mollare, ma a continuare. Questo indica un coinvolgimento del sistema di ricompensa, quindi della dopamina. C’è da dire però che lo Stalker segue la vittima costantemente, anche solo col pensiero. Questo indica invece un coinvolgimento di un altro neurotrasmettitore: la serotonina. In modo simile ai soggetti ossessivo-compulsivi, che hanno in mente sempre e solo lo stesso pensiero od oggetto, anche lo Stalker ha un livello di serotonina molto basso, che lo rende ancora più ossessionato dal suo “chiodo fisso”. Infine, un ruolo importante lo giocano anche l’ossitocina e la vasopressina, rispettivamente legate alla fiducia e alla volontà di stare bene insieme.

I ricercatori presumono che nello Stalker l’autoregolazione della dopamina e della serotonina sia disturbata. Normalmente questi due ormoni sono interdipendenti. Un livello basso di serotonina, causato da pensieri ossessivi, provoca una maggior produzione di dopamina. Questa appaga lo Stalker e gli da la motivazione a continuare. La vittima non riesce ad esprimere in modo abbastanza forte quanto si senta male. Lo Stalker interpreta ogni suo segnale negativo in modo positivo e si sente sempre più motivato. Questo rende la situazione della vittima così difficile e disperata. L’aumentato rilascio di dopamina nell’area tegmentale ventrale opprime il rilascio della serotonina. L’attenzione dello Stalker si focalizza quindi ancora di più sulla vittima. Questi effetti neuronali portano ad un sempre maggiore comportamento di inseguimento.

Ovviamente anche altri fattori sono coinvolti, come alcune regioni cerebrali aventi a che fare con l’autocontrollo, col senso di colpa e di paura. Anche il sistema nervoso, così come la cultura di provenienza e la famiglia d’origine influenzano lo sviluppo nell’individuo di un comportamento di stalking o meno. Lo Stalker non si rende conto di soffrire, quindi gli manca il requisito più importante per chiedere o accettare aiuto.

AMOREX contiene il precursore diretto della serotonina. In una persona sana questo nutraceutico può influenzare positivamente il livello della serotonina nel corpo. Le vitamine del gruppo B, contenute nel prodotto, svolgono un’azione calmante sul sistema nervoso, equilibrano le funzioni psicologiche e mentali, regolano il ciclo sonno-veglia, permettono il riposo e aiutano a recuperare le forze.

Dato che manca poco al giorno di San Valentino, auguriamo a tutti voi di avere accanto solo persone che amate e con cui vi sentite bene. Perché se entrambi i partner sono consapevoli che la relazione non può essere una cosa forzata, ma voluta e desiderata ogni giorno, allora l’amore durerà per sempre.

Fonti:

1. Meloy JR, Fisher H: Some thoughts on the neurobiology of stalking. In: Journal of Forensic Science, 2005 Nov;50(6):1472-80

2. Dati EURES Italia.