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Il Narcisismo e l’incomunicabilità dell’amore

4. aprile 2017

Di Gaia Vitali

Quante volte ci siamo innamorati di un Narciso?

Per capire a fondo quali siano le problematiche che si celano dietro ad un rapporto instaurato con un narcisista e quali sono gli aspetti per riconoscerlo bisogna fare un passo indietro e capire cosa sia il Narcisismo e quando questo può essere considerato patologico.

L’origine del nome Narciso, ναρκη (narkè, torpore) già ci fa intuire che il narcisista è un soggetto obnubilato, anestetizzato dall’amore, cieco verso ciò che lo circonda: ha occhi solo per sé. Il suo mito ha origini antichissime e già in Ovidio si ereditano entrambe le varianti: sia quella che vede la sorte infelice del protagonista, dettata dalla consapevolezza che l’immagine riflessa è un oggetto del desiderio irraggiungibile, spem sine corpore amat – [Nariciso] ama una speranza senza corpo – sia quella in cui vi è la presa di coscienza del giovane, che riconosce come propria quell’immagine e muore per l’impossibilità di separarsene.

Purtroppo ad ogni Narciso corrisponde una Eco, così da creare le basi perfette per una relazione basata sull’incomunicabilità: infatti la totale incapacità di aprirsi all’alterità di Narciso incontra la completa incomunicabilità di Eco, che è la totale alterità priva di una propria identità, terminando con l’impossibilità di una relazione tra i due che nel mito porta alla morte di Eco, a voler spiegare che alla base di ogni rapporto ci deve essere un giusto equilibrio d’identità e alterità.

Infatti, il o la partner, ammaliata dalle certezze che il suo Narciso le sventola davanti, lascerà scoperti tutti i suoi punti deboli, che il narcisista conosce molto bene e che sfrutterà per evitare che l’altro prenda il sopravvento. Al fine di garantirsi la sua sicurezza, aspetto fondamentale per il Narcisista.

Per spiegare le dinamiche di un amore “normale” ci rifacciamo ad una frase di Leo Buscaglia:
“Quando io ti amo e tu mi ami, siamo l’uno come lo specchio dell’altro, e riflettendoci l’uno nello specchio dell’altro, vediamo l’infinito”

Solitamente vedo nell’altro uno specchio, mi sento improvvisamente capito, compreso e sento di capire e comprendere l’altro alla perfezione, con il narcisista questo sentimento avviene a senso unico in quanto il narcisista non vuole essere capito o compreso, ma semplicemente vuole essere adorato e vuole che il suo ego, fragile e insicuro, venga continuamente alimentato.

Come possiamo spiegare tutto questo scientificamente?

In realtà non è stata fatta una teoria specifica sul narcisismo e l’innamoramento, ma Cloniger 1 lega tre dimensioni geneticamente indipendenti, in realtà poi funzionalmente correlate (novelty seeking, NS; Harm Avoidance, HA; e di rendimento dipendenza, RD), a specifici substrati neurobiologici, ovvero neuromodulatori quali: dopamina, serotonina e noradrenalina, che a loro volta ritroviamo sia nell’istaurarsi delle dipendenze sia nel processo dell’innamoramento a cui segue poi un consolidamento del rapporto che sfocia nell’attaccamento. Il narcisista non arriva a questa fase in quanto cerca nell’altro solo lo strumento per produrre la dopamina tale da fargli colmare i vuoti e le insicurezze del suo status psicologico.

 

Fonti:
1.) Cloninger, C. R. (1986). A unified biosocial theory of personality and its role in the development of anxiety states. Psychiatric Developments, 3, 167- 226.
2.) Kealy D, Ogrodniczuk JS. Pathological narcissism and the obstruction of love. Psychodynamic Psychiatry. Springer 2014 Mar; 42(1):101-19.
3.) Sarah Ullman, PhD: The Neuroscience of Narcissistic Personality Disorder